Uno la domenica mattina vede dei tranquilli signorotti, degli spigliati cinquantenni con e senza signora al seguito, delle famiglie con i bimbi e dici ma guarda che belli.
In effetti belli lo siamo veramente, ma sotto quell’apparenza di paciosità cova il seme della follia!
Svolgimento: (che bello, non lo scrivevo più dalle medie….
) partenza ore 9.15 da casa mia (io) e ritrovo 15 minuti dopo davanti al museo Carlo Biscaretti di Ruffia…. uff, il museo dell’automobile!
Viene a prendermi il mio a mico GB al secolo Antonio (il perchè GB è una storia lunga ed è privata) con il suo fido cinquino del quale vi dirò più avanti.
Mentre aspettavo GB mi chiama Tommy altro amico conoscitore di auto e storia delle auto come pochi nonchè collezionista di queste ultime, dicendomi: ” ti ho trovato una macchina da guidare”
( glielo avevo chiesto io). Grande!! ho pensato, se non che mi presenta una bella ma imponente Fiat 1500L tipicamente anni ‘60 che sulle prime mi ha un pò intimorito a causa della mole non proprio da utilitaria ( scendendo da una 500…)
Insomma, prendo posto alla guida e subito ho a che fare con un volante tipo timone di vascello dal diametro enorme e cambio al volante, 4 marce, comodo per il fatto che lascia molto spazio agli altri occupanti (6 posti!!!) e influente sui consumi che sono da Ferrari, indipercui subito distributore.
Durante il tragitto ne ho approfittato per prendere confidenza con il mezzo e devo dire che l’imbarazzo iniziale è via via svanito con il passare dei kilometri
Ci troviamo davanti al museo per una gara a chi aveva gli occhi più bombati aspettando l’arrivo dei ritardatari.
Arrivati tutti ci mettiamo in marcia verso Cortazzone in provincia di Asti dove si svolge una fiera della trifola, gnam gnam!!
Vale la pena adesso spendere due parole sul cinquino di GB.
Nata come 500L la vettura è stata oggetto di modifiche esteticamente marginali, ma sostanziali a livello meccamico. L’esterno ha
ricevuto abbondante verniciatura bianca in luogo della originale nera, ha perso i paraurti per far posto ad anelli tipo traino in più all’anteriore è comparso l’immancabile fregio Abarth con colorazione tricolore, specchietti california e cerchi Fiat 126 1a serie, uguali a quelli della 500R ma con canale allargato.
Meccanica, qui viene il bello, pompa freni 127/112/uno con doppio circuito e relativo sdoppiamento dell’impianto frenante (sicuress), modifica dello sterzo per renderlo più diretto.
Il motore è stato costruito di sana pianta utilizzando parti vecchie mischiate a componenti realizzati ad hoc, Blocco originale, testata panda 30 opportunamente fresata per evere una forma esteriore simile a quella originale, clilndri nuovi maggiorati, pistoni CPS a due fasce, volano , albero e bielle alleggerite.
Il collettore di aspirazione è stato realizzato a mano partendo dll’imbocco sulla testata della panda 30; tagliato appena sopra l’imbocco della testata, vi sono stati saldati due tubi in alluminio che divergono e terminano a loro volta su di una flangia creata appositamente per ospitare i due Mikuni da 34mm. prelevati da un Suziki DR Big 750 (!!).
Altri accessori quali alternatore, filtro olio separato, accensione elettronica Fiat Uno Fire ecc.ecc., tutto questo per avere un mortorino da 702cc. circa che spinge come un dannato!! In tangenziale il tachimetro ha segnato 160KMH. !!!!!!! Una belva.

Cammina e aspetta, arriviamo a cortazzone dove ci raggiunge dapprima un amico di nome Cesare, altro folle con la passione per le auto di lusso, neanche a farlo apposta si presenta con una Bentley del ‘57 di una bellezza rara.
Troviamo parcheggio e ci infiliamo nel piccolo spiazzo allestito per la fiera. Io e GB ci dirigiamo subito alla ricerca del bar, ma come due rincoglioniti ci infiliamo nel capannone dove si svolge il mercatino, e vai giù di lardo, salami, pane cotto a legna, vino…. e meno male che volevamo un caffè!
Gradita la presenza di giovani miss sul palco che hanno ingentilito la fiera.
Isomma gira e gira, mezzi ubriachi abbiamo trovato il bar e abbiamo preso il caffè dopodichè si è continuato il giro enogastronomico con alcuni acquisti di lardi, salami e pani. C’era anche un sardo che vendeva formaggi e coltelli con manico di corno lavorato a mano (!). I coltelli erano bellissimi e carissimi e il tipo se volevi te li faceva provare…..
Finito il giro ci hanno raggiunto altri amici da Torino e dintorni, quindi saluti di rito, foto, chiacchere, cazzate… in vettura! si va a mangiare.
Il posto si è presentato subito come molto accogliente, un discreto parcheggio (che fatica parcheggiare la 1500
) e una simpatica sorpresa: un presepe a grandezza naturale veramente ben fatto
“Appropinquiamoci in questa sofisticata ma ospitale tavola calda” diceva Joliet jake Blues e così abbiamo fatto, ci siamo seduti e abbiamo mangiato non male ma pesante. Il menù lo ricordo fino alla prima bottiglia, poi nebbia.
Locale da tornarci ma non per il caffè, acqua di polipo, pessimo.
Alla fine dopo aver preso un pò d’aria ( e averne rilasciata…) abbiamo fatto tappa a Casalborgone per un caffè;io avevo il cuore in gola perchè non sapendo i consumi ho messo 15 euro di benzina e dopo un pò la spia della riserva è diventata mia compagna fissa; appena possible ho rifornito, così, ho detto, sono a posto.
Torniamo a casa ed ecco il problema! le luci non andavano, il devio non faceva bene contatto e le luci anabbaglianti andavano e venivano, ma più andavano. Come se non bastasse, appena arrivato ho detto a Tommy ciò che era successo e lui candidamente fa “ah si, bisogna mettere un filino al posto del fusiblie bla bla….. (@!#$#&@!!)
Ma a parte tutto ciò è stata una giornata molto bella e colgo l’occasione di ringraziare nuovamente Tommy per avermi dato la possiblilità di guidare una auto storica e tutti gli altri per avermi coinvolto in questo appuntamento in particolare GB e Lucio. Un grazie anche al Policeman perchè esiste
Alla prox!



La 1500 L era una grande (non solo come dimensioni) auto. L’aveva acquistata usata mio padre, nel ‘68, appunto per via dei 6 posti, e dopo i 18 l’ho guidata anche io. Mi dispiace ancora adesso che sia finita al demolitore. Per l’epoca era brillante, con 72 CV, 4 freni a disco, comodissima per i lunghi viaggi (sempre per lo standard dell’epoca). 4 m e 48 di lunghezza erano tanti, una delle più lunghe (oggi un’auto di 4m e 48 è quasi-piccola). Pesantissimo lo sterzo, ma allora il servosterzo era privilegio di pochi. Una particolarità: i deflettori (ormai spariti ovunque) anche ai finestrini posteriori. E due misteriose lucette rosse (che però non si accendevano) ai due lati del lunotto. I consumi non erano un problema grosso a quei tempi (prima della prima crisi del petrolio), in effetti guidandola ancora nel 1981, dopo aver guidato macchine ben più recenti, ero rimasto impressionato dal numero di volte che dovevo fare benzina.